Xlovecam – I francesi e l'infedeltà
Maggio 2026

Questo nuovo studio si inserisce nel solco di altre indagini condotte da Discurv sui francesi e la sessualità, nonché sulle celebrità più sexy in Francia e in Europa.

Obiettivi dell’indagine


Il rapporto con la coppia e il desiderio

Tra le persone in coppia o in una relazione stabile

I sentimenti presenti nella coppia

Nella loro relazione attuale, tre intervistati su quattro dichiarano di provare affetto per il proprio partner, mentre poco più della metà afferma di provare anche desiderio. Il desiderio sembra essere più fragile e tende ad attenuarsi con il tempo: le coppie insieme da oltre dieci anni e le persone più anziane dichiarano infatti livelli più bassi di desiderio all’interno della relazione.

A differenza degli abitanti dell’Alvernia, le persone che vivono nel Sud-Ovest della Francia dichiarano di provare un maggiore desiderio nella propria relazione.

Tra gli intervistati, un terzo afferma di provare tanto desiderio quanto affetto per il partner, mentre la metà dichiara di provare principalmente affetto piuttosto che desiderio. Sebbene il desiderio sembri meno intenso, appare comunque condiviso all’interno della coppia: il 42% dichiara infatti che il livello di desiderio è equivalente tra sé e il proprio partner. Gli uomini sembrano essere più propensi delle donne a dichiarare di provare più desiderio rispetto al partner.

L’immagine è un’infografica suddivisa in tre sezioni principali su sfondo grigio chiaro, che presenta i risultati di un sondaggio condotto su 664 persone in coppia o in una relazione stabile. I grafici utilizzano principalmente due colori: il blu-viola per rappresentare il desiderio e il dorato per rappresentare l’affetto.

Sentimenti presenti nella coppia

Nella parte sinistra dell’immagine, un grafico a barre orizzontali mostra i sentimenti attualmente presenti nelle relazioni degli intervistati.

La prima e più lunga barra orizzontale, di colore blu-viola, rappresenta l’affetto. Raggiunge il 73%, il che significa che quasi tre persone su quattro dichiarano di provare affetto all’interno della propria relazione.

Sotto di essa compare una seconda barra orizzontale, anch’essa blu-viola ma leggermente più corta, che rappresenta il desiderio. Questa raggiunge il 55%, indicando che poco più della metà degli intervistati prova desiderio nella propria relazione attuale.

Accanto a questa barra vengono evidenziati alcuni risultati specifici:

Infine, una piccola barra grigia rappresenta le persone che dichiarano di non provare né affetto né desiderio nella propria relazione. Questa categoria riguarda soltanto il 6% degli intervistati.

Sentimento predominante verso il partner

Nella parte superiore destra dell’immagine, un grafico a doppia freccia illustra l’equilibrio tra affetto e desiderio provati nei confronti del partner.

La freccia si estende verso sinistra in blu-viola e verso destra in dorato.

Emergono tre situazioni:

Visivamente, la parte dorata domina nettamente, a dimostrazione del fatto che l’affetto viene citato più spesso del desiderio come sentimento principale all’interno della coppia.

Rapporto con il desiderio all’interno della coppia

Nella parte inferiore destra, un secondo grafico a doppia freccia analizza la percezione della distribuzione del desiderio tra i partner.

Sono rappresentate tre situazioni:

Il grafico mostra quindi che una maggioranza relativa percepisce il desiderio come equilibrato oppure ritiene che sia il partner a provarne di più.

Nonostante un livello di desiderio inferiore, una larga maggioranza degli intervistati considera il proprio partner attuale come la persona più attraente con cui sia mai stata, il miglior partner sessuale avuto e la persona con cui ha vissuto le esperienze sessuali più audaci rispetto alle relazioni precedenti. Nel complesso, la relazione attuale viene percepita come superiore alle storie passate.

I giovani tra i 18 e i 34 anni sono particolarmente propensi a considerare il proprio partner attuale come il “miglior amante” che abbiano mai avuto.

L’immagine presenta tre affermazioni relative al partner attuale degli intervistati. Per ciascuna affermazione, una barra orizzontale segmentata mostra il livello di accordo, da «Completamente d’accordo» a «Per niente d’accordo», oltre alla categoria «Non interessato». Le risposte positive sono rappresentate in blu-viola, mentre quelle negative appaiono in tonalità beige e dorate. A destra di ogni barra compare il totale degli accordi, corrispondente alla somma delle risposte «Completamente d’accordo» e «Piuttosto d’accordo».


Il partner attuale è la persona più bella che abbia mai avuto?

La prima affermazione è:

«... la persona più bella tra tutti i partner che ha avuto.»

I risultati mostrano una percezione molto positiva del partner attuale:

In totale, il 77% degli intervistati considera il proprio partner attuale come la persona più bella con cui abbia mai avuto una relazione.

Si osservano risultati ancora più elevati in alcune regioni:

Visivamente, la barra è ampiamente dominata dalle risposte positive, a testimonianza di una forte valorizzazione del partner attuale sul piano fisico.


Il partner attuale è il miglior partner sessuale che abbia mai avuto?

La seconda affermazione è:

«... il miglior amante che abbia mai avuto.»

Le risposte restano ampiamente positive:

Il totale degli accordi raggiunge il 72%.

In altre parole, quasi tre intervistati su quattro ritengono che il proprio partner attuale sia il miglior partner sessuale che abbiano mai avuto.

Questa percentuale sale all’**80% tra i 18-34 anni**, suggerendo che i più giovani siano ancora più propensi a considerare il proprio partner attuale come la loro migliore esperienza sessuale.


Il partner attuale è la persona con cui ha vissuto le esperienze sessuali più folli?

La terza affermazione è:

«... il partner con cui ha fatto le cose più folli a letto.»

I risultati sono i seguenti:

Il totale degli accordi raggiunge il 70%.

Sette persone su dieci considerano quindi il proprio partner attuale come la persona con cui hanno vissuto le esperienze sessuali più audaci o memorabili.

Negli Hauts-de-France questa percentuale raggiunge l’**82%**, un livello significativamente superiore alla media nazionale.


Lettura generale dell’infografica

L’infografica evidenzia una forte valorizzazione del partner attuale. Una larga maggioranza degli intervistati ritiene che la persona con cui è attualmente occupi un posto privilegiato rispetto a tutti i partner precedenti:

Le risposte positive dominano nettamente tutti e tre gli indicatori, suggerendo che gli intervistati tendano a percepire la propria relazione attuale come superiore alle precedenti esperienze sentimentali e sessuali.

Tuttavia, la metà dei francesi dichiara di aver già fantasticato su una persona più attraente del proprio partner e ritiene che il partner non sia necessariamente la persona con cui potrebbe realizzare le proprie fantasie più segrete. Gli uomini sono più propensi delle donne a condividere questa opinione.

Quattro francesi su dieci ripensano con nostalgia alla propria vita sessuale precedente al partner attuale e una percentuale simile ammette di aver già pensato a un’altra persona durante un rapporto sessuale con il partner per raggiungere più facilmente l’orgasmo. I giovani tra i 18 e i 34 anni sembrano essere i più inclini a questo tipo di comportamenti che possono essere considerati vicini all’infedeltà.

Di seguito la traduzione in italiano del contenuto del documento

Comportamenti e pratiche vicine al tradimento all’interno della coppia

Questa infografica presenta diversi comportamenti che possono essere percepiti come forme di micro-infedeltà o come atteggiamenti vicini al tradimento. Per ogni situazione, gli intervistati indicano se l’hanno praticata spesso, talvolta, raramente o mai. La colonna di destra raggruppa le persone che dichiarano di averlo fatto almeno una volta.


Fantasticherare su una persona molto più bella o attraente del proprio partner

La pratica più diffusa riguarda il fatto di fantasticare su qualcuno considerato molto più seducente del proprio partner attuale.

Le risposte si distribuiscono come segue:

In totale, il 55% degli intervistati ammette di averlo fatto almeno una volta.

Questa percentuale raggiunge il 62% tra gli uomini, un livello significativamente superiore alla media.


Pensare che il proprio partner non sia la persona con cui realizzare le fantasie più segrete

La seconda situazione consiste nel pensare che il proprio partner attuale non sia la persona con cui sarebbe possibile realizzare le fantasie più intime.

I risultati sono i seguenti:

Nel complesso, il 49% degli intervistati ha già avuto questo pensiero.

Le categorie più interessate sono:


Ripensare con nostalgia alla propria vita sessuale con un ex partner

L’infografica misura anche la frequenza con cui le persone ripensano con nostalgia alla propria vita sessuale passata.

Le risposte mostrano che:

In totale, il 43% dichiara di averlo già fatto.

Questa percentuale sale a:


Pensare a un’altra persona durante un rapporto sessuale con il proprio partner

Un’altra domanda riguarda il fatto di immaginare qualcun altro durante un rapporto sessuale per raggiungere più facilmente l’orgasmo.

I risultati mostrano che:

Pertanto, il 39% degli intervistati riconosce di aver già pensato a un’altra persona durante un rapporto con il proprio partner.

Questa percentuale raggiunge il 50% tra i 18-34 anni.


Confrontare negativamente la propria vita sessuale guardando contenuti pornografici

Lo studio analizza anche l’impatto della pornografia sulla percezione della vita sessuale di coppia.

Gli intervistati dovevano indicare se fosse mai capitato loro, guardando contenuti pornografici, di pensare che la propria vita sessuale fosse deludente in confronto.

Le risposte sono:

In totale, il 32% ha già provato questa delusione comparativa.

Le percentuali aumentano a:


Scambiarsi messaggi ambigui o sessuali con un’altra persona

Una delle situazioni più vicine all’infedeltà digitale riguarda lo scambio di messaggi ambigui o a sfondo sessuale con qualcun altro tramite social network o applicazioni di messaggistica.

I risultati mostrano che:

In totale, il 28% ammette di aver già avuto questo tipo di scambio.

Tra i 18-34 anni, questa percentuale sale al 50%, ovvero una persona su due.


Avere una conversazione intima, romantica o sessuale con un’intelligenza artificiale

Infine, lo studio si interessa a una pratica emergente: le interazioni affettive o sessuali con un’intelligenza artificiale (ChatGPT, Replika, Character.ai, ecc.).

I risultati sono i seguenti:

Nel complesso, il 20% degli intervistati afferma di aver già avuto una conversazione intima, romantica o sessuale con un’IA.

Questa pratica è particolarmente diffusa tra i 18-34 anni, dove raggiunge il 47%, ossia quasi un giovane adulto su due.


Interpretazione generale dell’infografica

L’immagine evidenzia che molti comportamenti considerati zone grigie della fedeltà sono relativamente frequenti all’interno delle coppie.

I comportamenti più diffusi sono essenzialmente mentali o legati alle fantasie:

I comportamenti che implicano un’interazione reale con una terza persona sono meno frequenti ma comunque significativi:

L’infografica mostra inoltre che i 18-34 anni risultano sistematicamente la generazione più coinvolta, con livelli spesso molto superiori alla media nazionale, in particolare per quanto riguarda gli scambi di messaggi ambigui (50%) e le conversazioni intime con un’IA (47%).

Le coppie più recenti sono quelle più inclini ad adottare questo tipo di comportamenti, in particolare fantasticare su un’altra persona e pensare a qualcun altro durante un rapporto per raggiungere più facilmente l’orgasmo.

Al contrario, le coppie più longeve sembrano meno coinvolte nelle nuove tecnologie, con una quota inferiore di persone che hanno già inviato sexting o avuto una conversazione intima con un’IA.


Influenza della durata della relazione sui comportamenti vicini al tradimento

Questa infografica presenta gli stessi comportamenti analizzati in precedenza, confrontandoli però in base all’anzianità della relazione.

Le colonne distinguono quattro categorie di coppie:

I numeri in verde indicano risultati significativamente superiori alla media, mentre quelli in rosa indicano risultati significativamente inferiori.


Interpretazione generale dell’infografica

L’insieme dei risultati mostra una tendenza molto chiara: i comportamenti assimilabili a forme di micro-infedeltà sono nettamente più frequenti nelle coppie recenti rispetto alle relazioni di lunga durata.

Per ciascuna delle sette pratiche studiate, le coppie con meno di un anno di relazione presentano sistematicamente i livelli più elevati:

Al contrario, le coppie con oltre dieci anni di relazione mostrano quasi sempre i livelli più bassi. Questa evoluzione suggerisce che, con il tempo, la relazione tende a stabilizzarsi e a ridurre alcuni comportamenti associati all’esplorazione, al confronto o alla ricerca di alternative sentimentali e sessuali.

Un quarto degli intervistati dichiara di aver già vissuto una relazione aperta, di cui il 12% più di una volta. Una pratica più diffusa tra gli uomini, i giovani e le persone bisessuali o omosessuali.

Un francese su cinque ha già avuto rapporti sessuali di gruppo. Anche in questo caso, la pratica è più frequente tra i giovani rispetto alle generazioni più anziane e tra le persone bisessuali o omosessuali.

IMG5

Esperienze di non monogamia e sessualità aperta all’interno della coppia

Questa infografica analizza esperienze concrete di relazioni aperte o di sessualità condivisa con altri partner. Per ogni situazione, gli intervistati indicano se l’hanno vissuta una sola volta, più volte oppure mai.

Le risposte positive sono raggruppate nella colonna di destra sotto l’indicatore “Totale Sì”, che corrisponde alla quota di persone che hanno vissuto questa esperienza almeno una volta.


Essere stati in una relazione aperta

La prima situazione analizzata è:

“Essere in una relazione aperta con un partner in cui entrambi siete liberi di avere rapporti sessuali con altre persone.”

I risultati mostrano che:

In totale, il 24% degli intervistati dichiara di essere già stato almeno una volta in una relazione aperta.

Alcune categorie risultano particolarmente coinvolte:

Al contrario, i tassi sono significativamente più bassi tra:

Visivamente, il grafico mostra che circa un quarto degli intervistati ha già sperimentato una forma di relazione aperta, mentre tre quarti non hanno mai vissuto questo tipo di relazione.


Aver avuto rapporti sessuali con il proprio partner e altre persone

La seconda situazione riguarda il coinvolgimento simultaneo della coppia in attività sessuali con altri partner:

“Avere rapporti sessuali con il proprio partner e altre persone (ad esempio: rapporto a tre, scambismo, serata libertina, ecc.).”

I risultati indicano che:

La percentuale totale di persone che hanno già vissuto questa esperienza è del 19%.

In altre parole, quasi una persona su cinque dichiara di aver partecipato a un’esperienza sessuale che coinvolgeva il proprio partner e altre persone.

Le categorie più coinvolte sono:

Al contrario, le proporzioni sono più basse tra:


Lettura generale dell’infografica

Questa infografica mostra che le esperienze di non monogamia esistono, ma rimangono minoritarie all’interno della popolazione.

I risultati indicano che:

In entrambi i casi, questi comportamenti sono molto più frequenti tra le persone LGBT+ e tra i giovani adulti di età compresa tra 18 e 34 anni.

Le differenze più marcate riguardano le persone omosessuali e bisessuali, i cui tassi sono spesso da due a quattro volte superiori rispetto a quelli osservati nella popolazione generale.

Nel complesso, lo studio suggerisce che, sebbene la monogamia rimanga il modello relazionale dominante, una quota non trascurabile degli intervistati ha già sperimentato, almeno occasionalmente, forme di relazione o di sessualità che si discostano dal tradizionale modello esclusivo di coppia.


Esperienze e prospettive rispetto all’infedeltà

I francesi hanno una visione ottimistica della fedeltà: tre quarti ritengono che sia possibile rimanere fedeli per tutta la vita alla stessa persona, una convinzione particolarmente forte tra i giovani e tra gli abitanti del nord-ovest della Francia. Al contrario, gli anziani, i bisessuali e gli abitanti del sud della Francia tendono a essere più pessimisti.

Infatti, un francese su tre è già stato infedele, e tra questi, un terzo lo è stato durante il periodo estivo. Gli abitanti del sud della Francia e i bisessuali sembrano essere i più inclini all’infedeltà, al contrario dei bretoni e degli abitanti del nord del Paese. Credere nella fedeltà sembra inoltre aiutare a rimanere fedeli al proprio partner.


IMG6

Fedeltà per tutta la vita ed esperienze di infedeltà

Questa infografica è divisa in due parti. La prima misura la convinzione dei francesi riguardo alla possibilità di rimanere fedeli per tutta la vita alla stessa persona. La seconda esplora le esperienze reali di infedeltà dichiarate dagli intervistati.


Credere nella fedeltà per tutta la vita

Sul lato sinistro dell’immagine, un grafico a barre verticali impilate presenta le risposte alla domanda se gli intervistati credano che sia possibile essere fedeli al proprio partner per tutta la vita.

I risultati mostrano un ampio consenso verso questa idea:

Visivamente, la parte blu che rappresenta le risposte positive occupa la maggior parte della barra, illustrando una forte fiducia nella possibilità di una fedeltà duratura.

Profili che credono maggiormente nella fedeltà per tutta la vita

Alcune categorie mostrano livelli superiori alla media:

Questi gruppi appaiono particolarmente ottimisti riguardo alla possibilità di rimanere fedeli allo stesso partner per tutta la vita.

Profili che ci credono meno

Al contrario, alcuni gruppi sono maggiormente rappresentati tra coloro che non credono nella fedeltà per tutta la vita:


Esperienze di infedeltà

Sul lato destro dell’immagine, un grafico ad anello presenta le risposte alla domanda relativa alle esperienze passate di infedeltà.

Gli intervistati sono suddivisi in quattro categorie.

Sono già stati infedeli

La prima categoria comprende le persone che riconoscono di aver già tradito un partner.

Essa rappresenta il 31% degli intervistati.

All’interno dell’intero campione, il 10% dichiara addirittura di essere stato infedele in più occasioni.

In altre parole, quasi un terzo degli intervistati ammette di aver commesso un’infedeltà nel corso della propria vita sentimentale.

I gruppi più coinvolti sono:

Al contrario, le proporzioni sono significativamente inferiori tra:


Non sono mai stati infedeli, ma pensano che potrebbe accadere

Questa categoria rappresenta il 17% degli intervistati.

Queste persone dichiarano di non aver mai tradito il proprio partner fino a oggi, ma ritengono che potrebbe succedere in determinate circostanze.


Non sono mai stati infedeli e pensano che non potrebbe mai accadere

Si tratta della categoria più numerosa.

Il 47% degli intervistati afferma di non essere mai stato infedele ed è convinto che non potrebbe mai diventarlo.

Quasi una persona su due si colloca quindi in una posizione di fedeltà dichiarata, sia nei fatti sia nelle intenzioni.


Non hanno mai avuto una relazione

Infine, il 7% degli intervistati dichiara di non essere mai stato coinvolto in una relazione sentimentale, e pertanto è escluso da qualsiasi esperienza di infedeltà.


Lettura generale dell’infografica

L’infografica rivela un interessante contrasto tra convinzioni e comportamenti.

Da un lato, il 73% dei francesi crede che sia possibile rimanere fedeli per tutta la vita alla stessa persona, dimostrando che l’ideale della fedeltà rimane ampiamente condiviso.

Dall’altro, il 31% ammette di essere già stato infedele, indicando che una parte significativa della popolazione ha già trasgredito questa norma relazionale.

Combinando i risultati, lo studio evidenzia tre grandi profili:

Questi risultati suggeriscono che la fedeltà rimane un valore centrale nelle rappresentazioni collettive, anche se i comportamenti reali appaiono più sfumati e talvolta in contrasto con questo ideale.

Se venisse loro proposta una relazione sessuale completamente discreta, un francese su cinque si lascerebbe tentare, soprattutto tra coloro che sono già stati infedeli, i bisessuali, gli omosessuali e gli uomini. Anche le coppie più recenti sembrano essere le più fragili.

Di fronte all’infedeltà del partner, una netta maggioranza dei francesi dichiara di voler essere informata. I giovani sembrano meno inclini a chiudere un occhio, con l’82% che vorrebbe saperlo.

Nel complesso, solo un quarto dei francesi preferirebbe non saperlo.

IMG7

Capacità di rimanere fedeli e atteggiamento nei confronti del tradimento

Questa infografica esplora due dimensioni complementari della fedeltà. La prima misura la reazione degli intervistati nel caso in cui si presentasse un’opportunità di infedeltà discreta. La seconda analizza il loro atteggiamento di fronte alla scoperta di un eventuale tradimento da parte del partner.


Sarebbe possibile rimanere fedeli se si presentasse l’occasione?

La parte sinistra dell’immagine presenta una barra verticale suddivisa che risponde alla domanda implicita:

«Se vi venisse proposta una relazione discreta senza rischi apparenti, sareste infedeli?»

Le risposte si distribuiscono in cinque categorie.

Sì, sicuramente

Questa categoria rappresenta le persone più inclini ad accettare un’opportunità di tradimento.

Sì, probabilmente

Sommando queste due categorie si ottiene:

18% sarebbe infedele

Lo studio evidenzia alcuni profili particolarmente interessati:

Al contrario, solo:

dichiara che probabilmente o sicuramente accetterebbe una simile proposta.

No, probabilmente no

No, sicuramente no

In totale:

49% pensa che rifiuterebbe una simile opportunità

Questi intervistati si mostrano convinti della propria capacità di rimanere fedeli anche quando si presenta l’occasione.

Non ha attualmente un partner stabile

Infine:

Questa categoria appare in grigio alla base della barra.


Si preferirebbe sapere di un tradimento del partner?

La parte destra dell’immagine presenta un grafico a torta che mostra l’atteggiamento degli intervistati nei confronti di un’eventuale infedeltà del partner.

Preferirebbe saperlo

La maggioranza delle persone risponde:

Quasi due persone su tre desiderano quindi essere informate se il partner le tradisce.

Visivamente, questa categoria occupa la parte più ampia del grafico ed è rappresentata in blu-viola.

Preferirebbe non saperlo

Al contrario:

Una persona su quattro preferisce ignorare un eventuale tradimento piuttosto che esserne informata.

Questa opinione è più diffusa tra:

Non si esprime

Infine:


Lettura generale dell’infografica

Questa infografica rivela una certa coerenza tra i valori dichiarati e i comportamenti immaginati.

Da un lato:

Dall’altro:

I risultati mostrano inoltre che le persone che hanno già vissuto un’esperienza di infedeltà, sia come autori sia come vittime, tendono ad avere una visione più sfumata della fedeltà. Sono più propense a considerare una relazione discreta e più numerose tra coloro che preferirebbero ignorare un eventuale tradimento.

Nel complesso, lo studio suggerisce che la fedeltà rimane una norma fortemente valorizzata: la maggioranza degli intervistati afferma di voler rimanere fedele e preferisce conoscere la verità in caso di infedeltà all’interno della coppia.

Nonostante la loro opinione sulla fedeltà, la metà dei francesi si dedicherebbe del tempo se fosse single quest’estate.

Un francese su sei moltiplicherebbe i partner sessuali per recuperare il tempo perduto, in particolare tra bisessuali, omosessuali, giovani e uomini.


IMG8

Intenzioni relazionali durante l’estate

Questa infografica analizza le intenzioni sentimentali e sessuali delle persone single o che potrebbero incontrare qualcuno durante l’estate. L’obiettivo è capire se gli intervistati desiderano approfittare di questo periodo per moltiplicare gli incontri, costruire una relazione duratura oppure, al contrario, restare soli e dedicarsi a sé stessi.

L’insieme delle risposte è presentato in una barra verticale suddivisa in tre categorie.


Non cercare un partner e dedicare tempo a sé stessi

La categoria più importante è rappresentata in oro alla base della colonna.

52% degli intervistati dichiara:

«Non cercherei un partner, mi dedicherei del tempo.»

Più di una persona su due vede quindi l’estate come un periodo dedicato al proprio benessere personale piuttosto che alla ricerca di una relazione amorosa o sessuale.

Visivamente, questa sezione occupa oltre la metà della colonna, risultando l’opzione dominante.


Cercare un solo partner per costruire una relazione stabile

La seconda categoria, rappresentata in viola chiaro al centro della colonna, corrisponde alle persone che desiderano un incontro serio.

32% degli intervistati dichiara di voler:

«Cercare un solo partner per costruire una relazione stabile.»

Quasi un terzo degli intervistati considera quindi l’estate come un’opportunità per costruire una relazione duratura piuttosto che accumulare esperienze.


Moltiplicare i partner sessuali

La terza categoria, situata nella parte superiore della colonna e rappresentata in viola scuro, riguarda le persone che desiderano vivere più esperienze sessuali durante l’estate.

17% degli intervistati dichiara di voler:

«Avere più partner sessuali per recuperare il tempo perduto.»

Questa opzione rimane minoritaria, ma riguarda comunque quasi una persona su sei.

Alcuni gruppi risultano nettamente più rappresentati:

Al contrario, solo:

dichiara di voler avere più partner sessuali durante l’estate.


Desiderio di avere uno o più partner

L’infografica evidenzia inoltre un indicatore complessivo denominato:

«Totale: avere uno o più partner»

Questo indicatore somma le persone che desiderano:

Il totale raggiunge il 48%.

In altre parole, quasi una persona su due prevede di avere almeno un partner durante l’estate, sia nell’ottica di una relazione seria sia attraverso incontri multipli.


Lettura generale dell’infografica

Questa infografica mostra che l’estate non è necessariamente associata a una ricerca attiva di partner.

I risultati evidenziano tre tendenze principali:

Nel complesso, 48% dichiara di voler avere almeno un partner durante l’estate, mentre una lieve maggioranza (52%) privilegia un periodo di crescita personale e benessere individuale.

Lo studio evidenzia inoltre differenze significative tra i profili: uomini, giovani adulti e persone omosessuali e bisessuali sono più inclini a considerare incontri multipli, mentre le donne appaiono molto più riservate rispetto a questa prospettiva.


Negli ultimi 40 anni, il rapporto dei francesi con la fedeltà è cambiato. Se nel 1983 l’80% dei francesi riteneva possibile rimanere fedele per tutta la vita alla stessa persona, nel 2026 questa percentuale è scesa al 73%.

Un’altra evoluzione importante riguarda la reazione al tradimento. I francesi sembrano voler affrontare maggiormente la realtà, poiché oggi la maggioranza desidera conoscere eventuali infedeltà del partner.

Infine, si osserva che il tradimento è diventato più diffuso, poiché quasi tre volte più francesi ammettono di essere già stati infedeli. Inoltre, sono meno numerosi coloro che affermano che una cosa del genere non potrebbe mai accadere a loro.


IMG9

Evoluzione della percezione dell’infedeltà (1983 – 2026)

Questa infografica confronta i risultati di un’indagine condotta nel 1983 con quelli osservati nel 2026, al fine di misurare l’evoluzione del rapporto dei francesi con la fedeltà e l’infedeltà negli ultimi quarant’anni.

I dati del 1983 sono rappresentati in oro, mentre quelli del 2026 appaiono in blu-viola.

L’analisi si concentra su tre dimensioni:


Credere che sia possibile rimanere fedeli tutta la vita alla stessa persona

La prima parte confronta le risposte alla domanda:

«Credete che sia possibile rimanere fedeli per tutta la vita alla stessa persona?»

Nel 1983:

Nel 2026:

Si tratta di una diminuzione di 7 punti percentuali.

Sebbene la maggioranza dei francesi continui a credere nella fedeltà per tutta la vita, questa convinzione è oggi leggermente meno diffusa rispetto ai primi anni Ottanta.

No

Nel 1983:

Nel 2026:

Si tratta di un aumento di 4 punti percentuali.

Lo scetticismo nei confronti della fedeltà per tutta la vita è quindi aumentato moderatamente.

Non si esprime

Nel 1983:

Nel 2026:

Si tratta di un aumento di 3 punti percentuali.


Si desidera conoscere un’infedeltà del partner?

La seconda parte confronta le risposte alla domanda:

«In caso di infedeltà del vostro partner, preferireste saperlo o ignorarlo?»

Preferirebbe saperlo

Nel 1983:

Nel 2026:

Si tratta di un aumento spettacolare di 18 punti percentuali.

Questa evoluzione rappresenta uno dei cambiamenti più significativi dello studio. Oggi i francesi sembrano molto più legati alla trasparenza nella coppia rispetto a quarant’anni fa.

Preferirebbe non saperlo

Nel 1983:

Nel 2026:

Si tratta di una diminuzione di 16 punti percentuali.

Questa riduzione suggerisce che la logica del «quello che non so non può farmi soffrire» è oggi molto meno diffusa.

Non si esprime

Nel 1983:

Nel 2026:

Si tratta di una lieve diminuzione di 2 punti percentuali.


Siete mai stati infedeli?

La terza parte dell’infografica presenta l’evoluzione delle risposte alla domanda:

«Vi è mai capitato di essere infedeli?»

I dati sono disponibili per tre anni: 1983, 1999 e 2026.

Sono già stati infedeli

La proporzione di persone che riconoscono di aver tradito un partner aumenta fortemente nel tempo.

Tra il 1983 e il 2026 questa proporzione aumenta di 22 punti percentuali.

In altre parole, la quota di francesi che dichiara di essere già stata infedele è oggi più di tre volte superiore rispetto all’inizio degli anni Ottanta.

Non sono mai stati infedeli ma pensano che potrebbe accadere

Questa categoria diminuisce leggermente.

I francesi sembrano quindi meno propensi a considerare teoricamente questa possibilità senza averla mai vissuta.

Non sono mai stati infedeli e pensano che non potrebbe mai accadere

Questa categoria era storicamente maggioritaria.

La diminuzione raggiunge 18 punti percentuali tra il 1983 e il 2026.

Oggi solo una persona su due afferma di non essere mai stata infedele ed è certa che non potrebbe mai esserlo.


Lettura generale dell’infografica

L’evoluzione osservata tra il 1983 e il 2026 rivela una profonda trasformazione del rapporto dei francesi con la fedeltà.

Da un lato, la fedeltà rimane un valore ampiamente condiviso:

Dall’altro, i comportamenti e le rappresentazioni si sono notevolmente ammorbiditi:

Lo studio mette così in evidenza un paradosso moderno: i francesi continuano a valorizzare la fedeltà come ideale relazionale, ma oggi appaiono più realistici, più trasparenti e più consapevoli della complessità dei comportamenti amorosi rispetto alle generazioni precedenti.

Sintesi

La coppia in Francia: un equilibrio fragile tra attaccamento emotivo, desiderio e libertà

La coppia francese si fonda oggi su un paradosso strutturale: un forte attaccamento emotivo convive con un desiderio più fragile e distribuito in modo disomogeneo a seconda dei profili. Se quasi tre quarti dei francesi che vivono una relazione dichiarano di provare affetto per il proprio partner, solo la metà parla ancora di desiderio, e una persona su due ammette di provare più affetto che desiderio. Questo squilibrio è particolarmente evidente tra gli anziani e nelle coppie di lunga durata, dove il desiderio si affievolisce sensibilmente con il tempo (50% nelle coppie insieme da oltre 10 anni e 45% tra gli over 65). Al contrario, il desiderio rimane più elevato tra gli under 50, nelle relazioni più recenti e in alcune regioni come il Sud-Ovest della Francia. Gli uomini, inoltre, tendono più frequentemente a dichiarare di provare un desiderio maggiore rispetto al proprio partner, confermando una percezione asimmetrica all’interno della coppia.

Tuttavia, questa diminuzione del desiderio non mette in discussione la valorizzazione del partner attuale, che continua a essere percepito come superiore rispetto alle relazioni passate. Oltre 7 francesi su 10 considerano il proprio partner attuale come la persona più attraente, il miglior partner sessuale o colui/colei con cui hanno vissuto le esperienze sessuali più significative. Questa percezione è ancora più forte tra i giovani adulti di età compresa tra 18 e 34 anni, che tendono a idealizzare maggiormente la propria relazione attuale. La coppia appare quindi come una fonte di stabilità emotiva, soprattutto per le nuove generazioni, nonostante un’intensità del desiderio variabile.

In questo contesto, la tentazione e i comportamenti al limite dell’infedeltà sono sempre più diffusi, rivelando un rapporto più flessibile con l’esclusività. Più della metà dei francesi ha già fantasticato su una persona ritenuta più attraente del proprio partner e quasi uno su due dubita che quest’ultimo possa soddisfare tutti i propri desideri. Questi comportamenti sono fortemente influenzati dai profili individuali: risultano più frequenti tra gli uomini, ma soprattutto tra i giovani adulti e nelle relazioni più recenti, che accumulano diversi segnali di fragilità relazionale (fino al 73% dichiara di pensare a un’altra persona durante un rapporto sessuale nelle coppie insieme da meno di un anno). Al contrario, le coppie consolidate sembrano meno esposte, soprattutto per quanto riguarda le pratiche digitali (sexting, conversazioni con l’intelligenza artificiale), evidenziando una marcata frattura generazionale nelle forme contemporanee di “micro-infedeltà”.

Verso una normalizzazione dell’infedeltà

Questa evoluzione si inserisce in una trasformazione più ampia dei modelli relazionali, caratterizzata da una crescente apertura verso forme non esclusive di relazione. Un quarto dei francesi dichiara di aver già sperimentato una relazione aperta, una pratica particolarmente diffusa tra gli uomini, i giovani e le persone bisessuali o omosessuali. Allo stesso modo, le esperienze sessuali con più partner coinvolgono quasi un francese su cinque, ancora una volta soprattutto tra i giovani e le minoranze sessuali. Questi risultati evidenziano una forte segmentazione dei comportamenti, con una popolazione giovane e LGBTQ+ all’avanguardia nell’esplorazione relazionale, mentre i profili più anziani o eterosessuali mantengono modelli più tradizionali.

L’infedeltà, dal canto suo, si inserisce pienamente in questo scenario ambivalente. Sebbene quasi tre quarti dei francesi continuino a credere che sia possibile rimanere fedeli alla stessa persona per tutta la vita — una convinzione particolarmente diffusa tra i giovani e in alcune regioni occidentali del Paese — un terzo dichiara comunque di essere già stato infedele. Si tratta di una quota tre volte superiore rispetto al 1999. Questa percentuale è più elevata tra le persone bisessuali e nel Sud della Francia, mentre rimane più contenuta in regioni come la Bretagna o il Nord del Paese. Le convinzioni giocano inoltre un ruolo importante: chi crede nella fedeltà per tutta la vita è anche meno incline a tradire il proprio partner.

Di fronte alla tentazione, le intenzioni dichiarate confermano queste differenze. Quasi un francese su cinque riconosce che potrebbe cedere a un’opportunità discreta di infedeltà. Questa percentuale aumenta sensibilmente tra gli uomini, i giovani, le persone che sono già state infedeli e tra i profili bisessuali e omosessuali (circa il 44%). Anche le relazioni più recenti appaiono più vulnerabili, con valori che raggiungono il 45% tra le coppie insieme da meno di un anno, confermando una minore stabilità. Parallelamente, le aspettative si orientano verso una maggiore trasparenza: quasi due terzi dei francesi preferirebbero essere informati in caso di infedeltà del partner. Questa tendenza è ancora più marcata tra i giovani (82%) e riflette un atteggiamento più diretto e meno tollerante nei confronti della menzogna.

Infine, il periodo estivo agisce come un catalizzatore di queste dinamiche. Sebbene la maggioranza dei francesi preferirebbe dedicare del tempo a sé stessa in caso di single (oltre il 50%), una quota non trascurabile — circa una persona su sei — prenderebbe in considerazione l’idea di avere più partner sessuali, soprattutto tra uomini, giovani e persone bisessuali o omosessuali. L’estate appare quindi come un periodo in cui le norme relazionali tradizionali si allentano, amplificando comportamenti già presenti durante il resto dell’anno.

In definitiva, la coppia francese si ridefinisce attraverso un equilibrio complesso e fortemente segmentato tra attaccamento emotivo duraturo, desiderio diseguale a seconda dei profili e una crescente aspirazione all’esplorazione individuale. Dietro una norma di fedeltà ancora ampiamente idealizzata, pratiche e rappresentazioni variano notevolmente in funzione dell’età, del genere, dell’orientamento sessuale e della durata della relazione, delineando un panorama relazionale diversificato e in rapida evoluzione.


Studio realizzato da:
Manon Sendrier, Insight Executive
Pauline Poché, Insight Director


PER CITARE QUESTO STUDIO, SI PREGA DI UTILIZZARE ALMENO LA SEGUENTE FORMULAZIONE:

«Studio Discurv per XloveCam realizzato nell’ottobre 2025 mediante un questionario online autosomministrato a un campione rappresentativo di 1.000 residenti in Italia di età pari o superiore a 18 anni.»